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Conto Termico 3.0: incentivi per pompe di calore, ibridi, biomassa e fotovoltaico
Guida pratica al Conto Termico 3.0 per privati, condomini e imprese: quali interventi sono incentivati, chi può accedere, come si ottiene il contributo e gli errori da evitare.
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Con la fine dei grandi bonus edilizi, il Conto Termico 3.0 è diventato uno degli strumenti più interessanti per chi deve sostituire il riscaldamento. Non è una detrazione da recuperare in dieci anni: è un contributo in denaro che il GSE versa direttamente sul conto, spesso in un’unica soluzione.
Questa guida spiega in modo pratico cosa si può fare, chi può accedere e cosa controllare prima di firmare un preventivo.
Che cos’è, in breve
Il Conto Termico 3.0 è stato introdotto dal D.M. 7 agosto 2025 ed è operativo dal 25 dicembre 2025, gestito dal GSE. Sostituisce il precedente Conto Termico 2.0 e incentiva due famiglie di interventi:
- produzione di calore da fonti rinnovabili: pompe di calore, sistemi ibridi, generatori a biomassa, solare termico, scaldacqua a pompa di calore;
- efficienza energetica dell’edificio: isolamento, serramenti, schermature, edifici a energia quasi zero, illuminazione, building automation, ricarica dei veicoli elettrici e fotovoltaico con accumulo.
Privati in casa: cosa si può incentivare
Per un’abitazione (immobile residenziale) il privato può accedere agli interventi sulle fonti rinnovabili. I casi tipici in provincia di Belluno sono:
- Pompa di calore al posto della caldaia a gasolio, GPL, metano o legna. È l’intervento più richiesto e quello che, nei nostri climi, va progettato con più attenzione.
- Sistema ibrido, cioè pompa di calore più caldaia a condensazione governate da un’unica regolazione. È spesso la scelta giusta in montagna, dove le temperature di progetto sono molto basse o i radiatori lavorano ad alta temperatura.
- Generatore a biomassa, per esempio una caldaia a pellet o a legna di nuova generazione al posto di una vecchia caldaia o stufa.
- Solare termico per l’acqua calda sanitaria, anche abbinato al riscaldamento.
- Scaldacqua a pompa di calore al posto di un boiler elettrico o a gas.
Il punto che molti non sanno
Per pompe di calore e generatori a biomassa l’incentivo riguarda la sostituzione di un impianto di riscaldamento esistente, non la prima installazione. Una casa nuova, o un impianto aggiunto dove non c’era riscaldamento, in generale non rientra. Fanno eccezione alcune situazioni previste dal decreto, come le aziende agricole per serre e fabbricati rurali.
Gli interventi sull’involucro, come cappotto e serramenti, e il fotovoltaico non sono incentivati per le abitazioni private: per quelli restano le detrazioni fiscali per la casa, con le regole in vigore.
Imprese, negozi, uffici e strutture ricettive
Se l’immobile è non residenziale (terziario: uffici, negozi, alberghi, ristoranti, agriturismi, laboratori), si aprono anche gli interventi di efficienza energetica:
- isolamento di pareti e coperture, sostituzione dei serramenti, schermature solari;
- trasformazione in edificio a energia quasi zero;
- illuminazione efficiente e sistemi di building automation;
- fotovoltaico con accumulo, a una condizione precisa: deve essere installato insieme alla sostituzione dell’impianto termico con pompe di calore elettriche. Non è incentivato da solo.
È la combinazione più interessante per un’attività: pompa di calore, fotovoltaico e batteria pensati come un unico progetto, con il fotovoltaico che alimenta la pompa di calore e l’incentivo che copre una parte di entrambi.
Per le imprese valgono però regole aggiuntive: limiti legati agli aiuti di Stato, una riduzione minima della domanda di energia primaria da dimostrare e una richiesta preliminare da presentare prima dell’avvio dei lavori. Qui la progettazione deve partire prima, non dopo.
Quanto vale e come viene pagato
L’importo non è una percentuale fissa della fattura. Per pompe di calore, ibridi e biomassa si calcola sull’energia rinnovabile che l’apparecchio produrrà in un anno, in base a potenza, efficienza e zona climatica. I comuni bellunesi, essendo in zona fredda, sono tra quelli che ottengono i coefficienti più favorevoli.
Alcuni principi generali:
- l’incentivo copre una quota della spesa ammissibile e non può superarne il limite percentuale previsto per ciascun intervento;
- se l’importo complessivo non supera 15.000 euro, viene erogato in un’unica rata;
- per importi superiori è pagato in rate annuali, in genere due anni per le pompe di calore fino a 35 kW;
- per le pubbliche amministrazioni e alcuni edifici, come scuole o edifici pubblici dei comuni sotto i 15.000 abitanti, la copertura può arrivare al 100%.
La cifra esatta si calcola caso per caso, a partire dalla scheda tecnica dell’apparecchio scelto: è uno dei primi conti che faccio con il cliente, prima di scegliere il modello.
Come si ottiene
Per privati e imprese la strada è l’accesso diretto: si realizzano i lavori e si presenta la domanda al GSE sul Portaltermico entro 90 giorni dalla fine dell’intervento. Servono, tra l’altro:
- fatture e bonifici;
- schede tecniche e certificazioni degli apparecchi;
- certificato di smaltimento del vecchio generatore;
- dichiarazione di conformità dell’impianto;
- documentazione fotografica prima, durante e dopo i lavori;
- per potenze più elevate, una relazione tecnica firmata da un progettista e, in alcuni casi, diagnosi energetica e APE.
Gli errori che fanno perdere l’incentivo
- Scegliere l’apparecchio prima di verificare i requisiti. Efficienza minima, rapporto tra le potenze nei sistemi ibridi, classe ambientale dei generatori a biomassa: se il modello non li rispetta, non c’è rimedio a lavori finiti.
- Non fotografare il vecchio impianto. La documentazione fotografica è obbligatoria, e un generatore smontato non si può più fotografare.
- Lasciar scadere i 90 giorni. Il termine è breve: documenti e foto vanno raccolti durante i lavori, non dopo.
- Sommare incentivi non cumulabili. In generale lo stesso intervento non può avere sia il Conto Termico sia le detrazioni fiscali: conviene confrontare le due strade prima di partire.
- Per le imprese, avviare i lavori senza la richiesta preliminare.
In sintesi
| Situazione | Cosa si può incentivare |
|---|---|
| Abitazione di un privato | Pompe di calore, ibridi, biomassa, solare termico, scaldacqua a pompa di calore, in sostituzione dell’impianto esistente |
| Immobile terziario (privato o impresa) | Tutto quanto sopra, più involucro, illuminazione, building automation e fotovoltaico con accumulo abbinato alla pompa di calore |
| Enti pubblici | Tutti gli interventi, con possibilità di prenotazione e coperture più alte |
Prima di decidere, una verifica tecnica di mezz’ora evita sorprese: si controlla se l’intervento rientra, quale apparecchio scegliere e quanto vale realmente l’incentivo. Se stai valutando un intervento, scrivimi.
Riferimenti principali: D.M. 7 agosto 2025 (Conto Termico 3.0) e Regole applicative GSE; D.D. MASE n. 72 del 10 aprile 2026; FAQ GSE aggiornate.
Questo articolo ha valore informativo e non sostituisce la verifica del singolo caso. I riferimenti normativi vanno controllati sulla disciplina vigente alla data di lettura.